Da ieri
a piedi nudi
cammino sulle foglie morte
tesa
ascolto il tuo respiro
ma sento solo il fruscio
della mia veste bianca.
Sconosciute ti assalgono
le ignori
oppure ti spaventa
il loro gemito?
Eppur è nitido
il grido
e travestita di pazienza
osservo.
M’indispone lo spreco di momenti persi.
M’indigna lo scorrere sfrontato degli anni.
Vorrei fermarti
bloccarti
a braccia tese
inchiodarti ad un tronco
dal punto esatto delle mie mani
fino a completarne l’abbraccio.
Per quanto?
Non so.
É qui con me che tutto si ferma.
Ed eccomi
con lo sguardo perso di te
è scontato
questo mio modo
di averti
di amarti.
Esse continuano a chiamare
ed io guerriera spavalda
le libererò
da te.
Esacerbata verso il tempo
così fugace dei tuoi tempi
mentre io svelta e veloce
sospesa
tramo
solo per te.
Esse attendono di cullarmi
le tue parole schiave
le parole ancora non dette
che son mie
solo mie.
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