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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

giovedì 13 luglio 2017

La vedova Van Gogh




Se state pensando a quale libro mettere in valigia prima di partire per le vacanze, se volete un romanzo che sia anche storico, biografico e amate l'arte, questo libro fa per voi.
La descrizione che il libraio me ne ha fatto mi ha subito rapita: "è il mio" ho esclamato!
In pochi giorni l'ho divorato, tant'è che ora mi sono precipitata a comprarne subito un altro da mettere in valigia..


Compreso di note storico-informative in fondo e prefazione non arriva a 190 pagine, ma vi assicuro che non rimarrete delusi.
All'età di 14 anni lessi la biografia di Vincent e da allora ho sempre guardato i suoi quadri con stupore e ammirazione, la densità dei suoi colori, rivela la densità delle sue emozioni, il totale abbandono poetico del suo animo davanti alla natura. Mi sono innamorata di lui a 14 anni!
Vincent non poteva resistere, doveva dipingere, dipingere e dipingere subito, quel che vedeva, era anche l'unico modo per dare un senso a tutto. Far parte di ciò che vedeva. Smorzare la violenza dei suoi stati d'animo davanti a tanta bellezza. 

Il libro vi parlerà di questo, ma non solo di questo. Questo libro è il pezzo che mi mancava," il dopo" Vincent. Un Vincent visto con gli occhi di una donna.
Cosa succede immediatamente dopo la sua morte, chi si occupa delle sue opere, chi si interessa di ciò a cui lui si è dedicato? 
Sappiamo che a parte il fratello nessuno crede in lui, la gente addirittura pensa che i Van Gogh portino sventura, usano i quadri che lui ha regalato per tappare un buco del pollaio, per foderare l'armadio. 
Nessuno ama l'arte di Vincent.
Addirittura un gruppo di fanatici vuole che sia distrutta perché dicono che porti alla pazzia.

Per nostra fortuna Vincent lascia una raccolta di lettere scritte al fratello Theo, con cui ha un rapporto quasi simbiotico.
Ma non solo, ora verrà scritto anche un diario, sconosciuto ai più e tenuto non da Theo, nè da Vincent ma da Johanna Van Gogh Bonger, la moglie di Theo.

Johanna si trova a vivere indirettamente tutto ciò che riguarda Vincent attraverso il marito Theo, così profondamente legato al fratello.
La cosa interessante a questo punto è avere la sua visione privilegiata e nello stesso tempo tragica.
Theo e Vincent costituiscono un mondo a sé che viene distrutto dalla morte dell'artista.
Al di fuori da questo mondo c'è Johanna con un figlio.

Quale sarà il destino di questa donna una volta rimasta sola col suo bimbo ancora piccolissimo? Lascerà che le fragilità prima del cognato e poi del marito le distruggano il futuro?
Penserà solo a sé stessa e al figlio, avendone tutto il diritto, coltivando rancore per la sventura di aver conosciuto i Van Gogh? Oppure saprà coscienziosamente far fruttare le proprie qualità estetiche e letterarie mettendo in atto una ricerca personale?
Johanna ha davanti un cammino, una missione.
Un percorso che le viene indicato proprio da Vincent nelle sue lettere al marito.

La strada che la porterà alle soglie del 1900 farà emergere una donna forte di una "nuova autonomia", ma non per questo incapace di comprendere i più grandi misteri della vita e dell'amore.
In un'epoca in cui il timido avanzare del femminismo fa notizia, le opere di Van Gogh diventano per lei motivo di crescita e rivendicazione.


Camilo Sanchez    La vedova Van Gogh  ed. Marcos y Marcos



Pag.114

E' ormai diventato un vizio segreto, per Johanna Van Gogh Bonger, portare alla luce, nascosta in un'accozzaglia di segni, la scrittura abbagliante del cognato.
Tra richieste, reclami e quadrature di conti, Johanna recupera la descrizione di un quadro di Millet.

Un angolo di giardino 
coperto di arbusti
in cerchio
e sul fondo
un salice piangente
e ciocche
di alloro rosa

erba
appena tagliata
e un filo di fieno
che secca nel sole

un piccolo
angolo
di cielo verde
lassù in alto.


Così scrive Vincent Van Gogh, prima di annunciare la sua intenzione di mettersi a rileggere tutto Balzac.