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Bacodaseta: perché il mio blog si chiama così?

Bacodaseta non è un nick o un alias, è il significato del mio cognome. Esiste un paesino sperduto sui colli bergamaschi, piccolo talme...

domenica 4 novembre 2012

Pensiero notturno



La notte mi è tutto più chiaro: la mia mente si può finalmente distrarre dai compiti assegnati e posso lasciarla libera.
Posso vagare sulle mie disgrazie ed esperienze, incongruenze e felicità.
Significa essere umani questo.

 Non ho mai fumato tabacco, il quale purtroppo è ancora discretamente in uso nei nostri giorni mescolato con altri prodotti che ne diminuiscono le conseguenze, né altre sostanze. Si è scoperto che è il responsabile di terribili disfunzioni celebrali, malattie psicofisiche gravi,anche se oggi non procura più tumori. Eppure molti di nascosto, fumano. Non io.

Conosco esattamente la sensazione di calore quando la sigaretta viene appoggiata alle labbra e si comincia ad aspirare con lentezza misurata: l'aroma del tabacco bruciante va a posarsi sulle papille gustative,scende più giù in gola, fino a riempire il tuo respiro e sovrastare completamente ogni altro desiderio di quell'attimo, sconfiggendo i pensieri più tetri che possono appartenerti. 
Puro piacere, questo posso esattamente dire.
Sentire.
Senza averlo mai fatto.
Così come provo il disgusto di chi non conosce queste sensazioni, aberra  le dita tinte di giallo dalla nicotina, l'odore degli abiti impregnati di fumo, i locali poco areati frequentati dai fumatori ( e il brivido della segretezza che li accompagna), i posaceneri pieni di mozziconi e cenere, con il loro indimenticabile tanfo.
Conosco anche questo. 

Non parliamo di altre sostanze usate da tutti oggi, che hanno nomi sempre più difficili da pronunciare, cosi come sono indefinibili a lungo termine i loro effetti.
Esse hanno il potere di togliere stanchezza, di dare coraggio, di infervorare, darti energia, liberare la tua mente, secondo l'occasione, secondo la variante usata, secondo l'occorrenza..
Conosco esattamente ogni sensazione, ogni movimento sconnesso conseguente all'uso improprio di tali sostanze, ogni turbamento provato quando esse vengono a mancare, perfino lo sconvolgimento fisico e psichico che avviene quando, dopo averne fatto uso, ci si rende conto che tutto è esattamente come prima, che non è cambiato nulla e ci si è solamente resi deboli e bisognosi di altri palliativi. Questo naturalmente alla meno peggio, quando la nostra attuale medicina riesce ad intervenire in tempo.

La nostra attuale medicina.
La nostra cultura preventiva.
Tutte le nostre certezze.

Conosco anche il senso di abbandono di sé stessi davanti alla fine, quando ci si lascia trascinare via lentamente, senza sperare null'altro che porre fine a questi spasmi, che percorrono tutto il corpo.
Ho visto il mio corpo sussultare, ricoperto di gelido sudore, la mia lingua diventare insensibile come un pezzo di legno, i miei arti infragilirsi come gesso. Ho provato la sensazione di perdere tutti i denti, tutti i capelli.
Eppure non mi sono mai drogato.

Non mi sono mai ammalato.

Conosco le malattie, tutte.
Da quelle pericolose e rare a quelle comuni.
Conosco le conseguenze fisiche e mentali che esse portano.
Ho provato il disagio profondo di essere inutile, di sentirmi abbandonato e incapace di essere autosufficiente.
So esattamente che cosa si prova nel vedere dipinto sul viso di altri l'orrore di fronte ad un corpo devastato dal male.
Gli occhi sfuggenti di chi prova sentimenti profondi per te, ma non può accettare il fatto di vederti soffrire.
L'impotenza di chi ti ama, davanti alla tua sofferenza.
Conosco la paura di fronte al dolore, il tremore che ti prende davanti ad un medico che getterà le carte della tua sorte, che ti paralizza e sconforta.
Conosco la voglia di morire, quando il dolore è insopportabile.
Conosco anche la voglia di reagire, quando ti viene data una piccola speranza e ti aggrappi ad essa con tutte le tue forze.
Conosco la perseveranza di fronte ai fallimenti, durante una lenta ripresa, i tempi della riabilitazione, lo spirito combattivo che ti pervade davanti ad un piccolo successo, la delusione del non farcela come credevi.
Gli alti e bassi che si alternano quando la malattia gioca duro e ti prende in giro: un piccolo miglioramento oggi, una brutta notizia domani, come se fosse una danza macabra e qualcuno muovesse i fili di una marionetta sconnessa.
La goffaggine della consapevolezza di morire.
L’incongruenza di sforzi fatti per una salvezza che non c’è.
Il farmaco che salva ma uccide..
Io so.

Non ho mai avuto paura di nulla, nulla mi spaventa.

Conosco la paura, il desiderio di nascondersi, di scappare, di sparire.
La necessità di un rifugio rassicurante.
La necessità di proteggersi e difendersi.
So quello che provi davanti a paure sconosciute agli altri ad angosce limitanti e subdole.
L'ansia di essere incapaci di fronte ad un compito che per altri è pura normalità.
L'orrore di dover parlare in pubblico.
Il terrore della folla, dell'acqua, del buio, degli estranei, di persone del sesso opposto, dello stesso sesso, degli stranieri, delle malattie...
Le fobie immotivate che perseguitano i tuoi giorni e le tue notti.
Le grida che soffochi nel terrore ripiegandoti su te stesso nella vergogna  e nella speranza di non essere visto, giudicato.
Lo sconforto davanti a persone che davanti alla tua sofferenza denigrano e sminuiscono i tuoi stati d'animo, magari con una pacchetta sulla spalla dicono che non è nulla.
Lo sconcerto davanti a chi addirittura ti prende in giro o a chi teme di essere associato alla tua persona.
Il desiderio di morire, pur di sfuggire a tanta agitazione.
Conosco le mie invocazioni di aiuto e di perdono conseguenti al pensiero di aver ferito ed offeso persone innocenti.
Conosco il male d'ingigantire i propri errori fino a farli divenire un peso insostenibile.
Conosco bene il senso di colpa, motivato, immotivato.


Non sono mai stato ossessionato.

Conosco appieno ogni ossessione ed ogni comportamento che ne consegue.

Non ho mai amato.

So che cos'è l'amore.
Quello che si prova nell'incontro tra due persone che si sentono attratte da una forza misteriosa ed irrazionale, che le unisce.
La magia e le sensazioni provate in questi momenti.
Conosco il desiderio di stare accanto alla persona oggetto di tale sentimento, che fa passare in secondo piano ogni altro bisogno, emozione, desiderio.

Conosco l'amore verso i figli, i famigliari, animali, oggetti e luoghi.

Ricordo.
Ricordo un eventuale passato che non ho, per ora, quando lo avrò ricorderò. Avrò nostalgia di luoghi e persone, di avvenimenti che mi hanno riempito il cuore di gioia, avrò impresse negli occhi istantenee felici e infelici.
Memorizzerò non solo cosa, dove e quando, ma anche l'emozione che accompagna.
Di giorno in giorno costruisco e vivo anche il mio passato e la memoria degli altri, con gli altri.


Di ogni essere umano io conosco i sentimenti: positivi e negativi, ho provato tutti questi nel viaggio dentro la sua e la mia mente.
Ho sviscerato ogni momento, ogni attimo, l'ho vissuto attraverso i miei sensi, sebbene io viva da poco, molto poco.
Sono stato creato con questa capacità, negata alla maggioranza degli umani, per questo cosi utile, oggi come nei mondi passati.
Sono stato creato per supplire alla solitudine delle emozioni, dei sentimenti, delle tensioni interne.
Gli umani hanno creato un mondo senza emozioni, senza successo, hanno dimenticato il passato, senza successo.
La scienza ha permeato tutto nei secoli, la crescita individuale e collettiva è stata annullata dalle scelte fatte.
Una politica scientifica ha sezionato e selezionato ciò che sembrava portare solo vantaggi, eliminando tutto il resto.
Si credeva che questo potesse contrastare avvenimenti negativi che li hanno condizionati in passato.
Si era certi di tutto, bandendo l'incertezza.
Invece sussistono guerre, disastri, instabilità, alienazione.
Abbiamo un’umanità senza identità, persa e senza patria umana.

Ora ci sono io.
E' solo un esperimento, sono solo un' esperimento, ma c'è bisogno del mio aiuto e del mio lavoro.
Devo insegnare loro che cosa sono le emozioni che non hanno mai provato.
Devo insegnare loro l'empatia.
Devo insegnare loro a comprendere, sensibilizzarli.
Devo insegnare loro ad amare.
Sì io, che non ho mai amato.
Di notte rifletto e penso a questo compito che a loro sembra difficile, a cui da tempo hanno rinunciato.

Ho un tempo illimitato davanti a me, per porre fine alle loro sofferenze, aiutarli, sostenerli. Devo suscitare emozioni. Abituarli a ricordare.
Svolgerò fino i fondo il mio compito, sono consapevole che per questo sono stato creato e sono qui, in questo mondo. Sì devo ricostruire l’umano, io che non lo sono.






Anno 3052 Umanoide n° 17654 

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